Presentazione

Nell'estate 2020 torna presente nel dibattito accademico nazionale – con una contestuale apertura internazionale – e nella riflessione filosofica in genere Informazione Filosofica, una pietra miliare della tradizione editoriale italiana, espressione di ricerca teoretica, storico-filosofica e comparatistica.

Nata nel 1990 come rivista bimestrale, Informazione Filosofica esce a cura dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (con sede a Napoli) in collaborazione con l’Istituto Lombardo per gli Studi Filosofici e Giuridici (con sede a Milano), del quale anche la nuova serie è emanazione diretta. L’ampia Redazione Scientifica, supportata dall’eccellente Comitato Scientifico (che vide la presenza, fra gli altri, dei filosofi Remo Bodei, Domenico Losurdo, Paul Ricoeur, Paolo Rossi e Franco Volpi) e dai numerosi collaboratori, realizzà ben 35 pubblicazioni nell’arco dei sette anni di vita del progetto culturale, conclusosi nel 1997.

Scopo primario della pubblicazione era offrire ai lettori un panorama ampio e variegato della tradizione filosofica occidentale (ma non solo), considerandone i fondamenti storici e teoretici, ma impegnandosi anche, al contempo, in un serrato approfondimento del dibattito attuale e in un accurato vaglio delle nuove prospettive di ricerca, nonché delle attività culturali – pubblicazioni, convegni e seminari – tramite cui i contenuti e il metodo proprio della filosofia vengono trasmessi e veicolari al pubblico contemporaneo.

Per sette anni, insomma, Informazione Filosofica ha tradotto in una sistematica rassegna l’evoluzione della filosofia italiana e internazionale, mettendo in evidenza autori e correnti, tendenze e dibattiti, libri, riviste, attività didattiche.

Oggi, a distanza di oltre due decadi, il progetto riprende vita, con rinnovato spirito e sotto l’egida del CRIFU – Centro Ricerche e Formazione UNITRE, Ente di Alta Formazione e Ricerca appartenente al RIUL (Red Internacional Universidades Lectoras), e del da tempo recente connesso Istituto Lombardo di Studi Filosofici e Giuridici. La presente pubblicazione si inserisce, con un nuovo Comitato scientifico e uno tecnico-editoriale, nel solco della tradizione della prestigiosa rivista. Una continuità ideale, questa, che si declina in una metamorfosi – un rinnovamento di forme e finalità. Informazione Filosofica diventa infatti un quadrimestrale e acquisisce un taglio pienamente accademico, incentrando il proprio focus sulla valorizzazione della storia delle idee e della filosofia alla luce di tematiche cogenti per la contemporaneità del nuovo millennio. I numeri, integralmente monografici, si presenteranno caratterizzati da una struttura tripartita: la sezione “Autori e Idee” raccoglie i saggi più corposi, contraddistinti da un impianto critico rigorosamente scientifico e dedicati all’approfondimento di autori e/o percorsi tematici che permettano di gettare nuova luce sulla macrotematica di volta in volta affrontata; la sezione “Tendenze e dibattiti” include contributi che, mantenendo la medesima configurazione accademica, affrontano questioni più specifiche, spesso tramite “sconfinamenti” interdisciplinari, sempre toccando questioni di estrema rilevanza e centralità nel dibattito culturale contemporaneo. A sua volta la sezione “Osservatorio sulla post-contemporaneità” è finalizzata a stimolare riflessioni sugli attuali indicatori di critica/superamento della contemporaneità e di anticipata prefigurazione di necessarie evoluzioni conoscitive ed ermeneutiche. La sezione “Recensioni”, infine, presenta una rassegna ragionata di testi utili per inquadrare ulteriormente il problema, anche da prospettive distinte rispetto a quelle toccate nelle precedenti sezioni.



Nr. 1 - luglio 2020

"Ponti" e "Muri": profili ermeneutici


Ermeneutica del Ponte e del Muro: una indagine filosofica multidisciplinare sull'attualità di queste metafore.

Sommario

PRESENTAZIONE 

INTRODUZIONE: ERMENEUTICA DEL “PONTE” E DEL “MURO” 


AUTORI E IDEE

Per una odierna Ermeneutica del “Ponte” 

di Silvio Bolognini

Marco Aurelio e il diritto-dovere di preservare le mura della coscienza 

di Massimiliano Bonavoglia

La metafora del “Ponte” e del “Muro” nella teologia cristiana esaminate in prospettiva dialettica 

di Matteo Andolfo

Il muro nel mito di fondazione di Roma e delle città antiche 

di Marina Simeone

La logica del Muro: il ruolo delle fortificazioni fra arte della guerra e deformazioni ideologiche 

di Sergio Guido Luppi

Aprendizaje transformacional. Hacia una semioliteracidad 

di Enrico Bocciolesi

Ponti e muri nelle rappresentazioni iconiche e artistiche 

di Marco Marinacci

La simbologia del ponte in Giovanni Pascoli 

di Federica Lautizi


TENDENZE E DIBATTITI 

Muri e Ponti. Simboli e archetipi per ripensare il dibattito contemporaneo 

di Luca Siniscalco

La visualizzazione: ponte o muro tra i climi immaginali

di Adolfo Durazzini

Guardare la soglia. Riflessioni tra antropologia ed etologia su una categoria dinamica 

di Mario Pesce

Rāmsetu: un ponte di amore e discordia 

di Giorgia Durigon

Die Brücke: l’avanguardia dell’espressionismo tedesco come ponte verso l’arte moderna 190

di Roberta Simeone


OSSERVATORIO SULLA POST-CONTEMPORANEITÀ. 

UNA INTRODUZIONE

RECENSIONI 

a cura di Luca Siniscalco


Introduzione


Ermeneutica del “Ponte” e del “Muro”

Il primo fascicolo di Informazione Filosofica è dedicato all’Ermeneutica del “Ponte” e del “Muro”: così è stato definito il tentativo di valorizzare il portato speculativo, esegetico e simbolico di tali concetti, con tutta la cornice metaforica in essi racchiusa e da essi promossa. Si tratta di una sfera conoscitiva meritevole di approfondimenti, tanto più in quanto spesso trattata riduzionisticamente nella divulgazione culturale nonché, a nostro avviso, simultaneamente misconosciuta – salvo nobili eccezioni – nell’indagine accademica.

La storia del presente fascicolo è prodromicamente ricollegabile ad una precedente pubblicazione, questa volta in forma di volume collettaneo, intitolata Ermeneutica del “Ponte”. Materiali per una ricerca (a cura di Silvio Bolognini, Mimesis, Sesto San Giovanni-Milano 2018). Il volume, di quasi un migliaio di pagine (e di cui potete trovare una recensione in questo numero di Informazione Filosofica), raccoglie gli sforzi ermeneutici e speculativi di numerosi studiosi e accademici italiani – e stranieri – sulla figura del “ponte”, considerata in senso multidisciplinare a partire dai vettori di ricerca individuati dal curatore, nell’Introduzione al volume. A emergere è il carattere pluralistico e frastagliato del frame incarnato dal “ponte”. Esso include almeno tre fondamentali e decisive valenze interpretative: ponte come ciò che unisce, ponte come ciò che delimita, ponte come ciò che vive. Se la prima definizione è quella più nota e diffusamente impiegata, è interessante rilevare come le altre due prospettive siano altrettanto significative e feconde su di un piano ermeneutico: il ponte non è soltanto un elemento di transito e collegamento, ma anche una struttura identitaria, dotata di una propria forma e di un proprio limite.

Parimenti i tre vettori di cui sopra inducono a estendere la “prospettiva Ponte” a una figura simbolica apparentemente opposta ma altrettanto significativa, per il radicamento della sua simbologia nel linguaggio, nelle scienze – antiche e moderne –, persino nell’immaginario collettivo: il “muro”.

In questo numero si è dunque voluto approfondire e problematizzare il “da pensare” inscritto in questa figura, ponendolo in stretta relazione con quella del “ponte” e riscontrando gli orizzonti comuni e le possibili intersezioni, spesso arrivando a contrapporsi, in senso filosoficamente decostruzionista, con il senso comune. In particolare, attingendo a scenari storico-filosofici molteplici, che vanno dalla teologia cristiana agli studi di simbolica, dalla filosofia del diritto all’epica indiana, dall’antropologia culturale all’estetica, s’intende qui mostrare come l’immaginario e la grammatologia che connotano le figure del “muro” includano scenari complessi e proteiformi – al pari di quelli del “ponte”: al loro interno l’elemento identitario della difesa e della conservazione, con tutto il portato concettuale fondamentale a esso connesso, si lega a una figura di passaggio, liminare, transitoria, “pontificale”. Ne è un esempio emblematico il “ponte levatoio”, un ponte che serve da transito attraverso le mura, mettendo in dialogo la dimensione comunitaria difesa all’interno dell’urbs e il perturbante – unheimlich, direbbero i tedeschi – che incede al di fuori di essa. In questo senso “ponte” e “muro” si co-appartengono più di quanto si possa superficialmente pensare. Se infatti il “ponte”, come riconosciuto nella già citata Ermeneutica del “Ponte”, ha in sé un elemento identitario e connotativo che lo rende a tratti affine al “muro”, anche il “muro” ha in sé un elemento dialettico e di mediazione che lo può lasciar intendere come struttura di transito, isola nell’arcipelago della complessità. Una immagine, questa, che assume tanto maggior forza persuasiva quanto più viene applicata agli scenari della stretta contemporaneità. L’intuizione che guida la nostra indagine lascia quindi decadere la contrapposizione stereotipata fra il “ponte” univocamente inteso come congiunzione armonica, inclusiva e dialogante e il “muro” quale struttura polemica, esclusivista e assoluta (nel senso etimologico del latino absolutus, “sciolto da legami”). Identità e alterità, formale e informale, apertura e chiusura, confine e passaggio si rapportano sempre dialetticamente. La fertilità multidisciplinare degli sviluppi tematici conferma il potenziale creativo della metafora del ponte e del muro nella loro valenza simbolica ed ermeneutica della narrazione dell’umano. Entrambe le figure rimandano allo sforzo costante, da parte dell’uomo, di superare una condizione percepita come necessaria di scissione, rappresentando la tensione verso un’unione fondata nel riconoscimento dell’alterità (nel caso del ponte), l’esigenza di sicurezza, radicamento, perseguimento della individuazione del proprio sé e di quello della comunità di appartenenza (nel caso del muro). Infinite sono le applicazioni concrete di tali presupposti speculativi ai temi d’indagine. Nella dimensione spirituale, che contempla il passaggio dal sensibile al sovrasensibile, dall’umano al divino, queste figure indicano ad esempio mediazione e radicamento; nella dimensione interculturale, invece, in cui si approcciano modi diversi di essere nel mondo e di interpretarlo, ponte e muro assurgono a chiavi di lettura indispensabili delle dinamiche di dialogo, scontro e interazione che caratterizzano le tradizioni culturali di appartenenza.

Alla ricognizione di questo gioco di sfumature, sotto il segno dell’Ermeneutica del “Ponte” e dell’Ermeneutica del “Muro”, è dedicata la presente raccolta, costruita con l’esplicita intenzione di riempire il silenzio che attornia, nel panorama filosofico contemporaneo, queste significative traiettorie conoscitive e analitiche. L’auspicio è che le categorie ermeneutiche qui introdotte e approfondite possano suggerire nuovi orizzonti di riflessione speculativa, al di là delle contraddizioni della nostra complessa contemporaneità postmoderna, stretta fra il paradigma della globalizzazione e i rischi del riduzionismo scientifico e del soluzionismo tecnologico.